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Run Race, la app dei runners per scoprire gli eventi

Dopo un inverno di allenamenti e fatica, è importante prendersi la soddisfazione di correre ad un gara podistica per mettere alla prova le proprie abilità e per confrontarsi in un contesto agonistico.

La app di Run Race viene incontro a tutti coloro che cercano delle gare podistiche a cui partecipare.

La app, disponibile solo per iOS, permette di scoprire tutti gli eventi per runners.

Tramite la geolocalizzazione, la app ti segnala le gare più vicine a cui partecipare. Inoltre mette in evidenza quelle gare a cui non puoi assolutamente mancare e divide gli eventi per specialità.

L’app è specializzata nella ricerca in tempo reale di eventi relativi al podismo, corsa, corse su strada da 10k, maratona, mezza maratona, trail running, fitwalking, staffetta, corse su pista e molti altri. È possibile cercare gli eventi che sono geograficamente vicini e, in base alla ricerca per specialità, RunRace troverà in tempo reale gli eventi che rispondono ai requisiti inseriti.

Allenarsi e correre con l’obiettivo di partecipare ad una gara può facilitare l’allenamento stesso e supporta la determinazione di continuare a correre. Con questa app risparmi tempo a cercare gli eventi podistici tra una miriade di siti specialistici e altrettante pagine e gruppi Facebook.

La app inoltre si sincronizza con il calendario del Mac e fornisce tutte le informazioni attinenti le gare, con contatti degli organizzatori.

Quello che non abbiamo trovato è la possibilità per gli utenti di commentare gli eventi, consigliarli e lasciare feedback.

RunRace è stata realizzata da IQUII ed è disponibile gratuitamente nell’App Store, trovate il link su questo sito: http://run-race.com/

Voi come vi informate per le gare a cui partecipare? Fatecelo sapere nei commenti.

Andiamo a Correre

Guida rapida per chi corre

Perché?

Ci si avvicina a questo bellissimo sport per tanti motivi: performance, agonismo in altri sport, per farsi vedere, perché a Milano fa figo andare al parco Sempione a correre, per perdere peso (cosa più sbagliata) e anche per una salute migliore!

Quando?

Intanto diciamo che si può correre tutto l’anno, tranne in periodi troppo caldi (sopra i 27 gradi) e troppo freddi: questo non per la temperatura troppo bassa, ma piuttosto per un discorso di asfalto congelato sul quale si potrebbe scivolare!

Come?

Per capire come è meglio vestirsi e correre nel massimo confort, partiamo proprio dalla temperatura esterna.

Dai 10 gradi in su: consiglio sempre la canotta e i pantaloncini corti sgambati.

Da 10 a 5 gradi: maglietta normale pantaloncino sopra il ginocchio. Se avete freddo portatevi dietro un giubbino tecnico che poi legherete in vita una volta scaldati.

Da 5 a 0 gradi: pantaloncino sopra il ginocchio e manica lunga.

Da 0 a -25 gradi: pantalone lungo, manica lunga e giubbino tecnico.

La scarpa, e anche i vestiti, prendeteli in un negozio tecnico: eviterete fastidiose irritazioni e arrossamenti nelle zone più delicate come ascelle e inguine e piaghe ai piedi.

Evitate nel modo più assoluto di uscire a correre scomodi! Scarpe, maglie e in generale tutto ciò che vi portate addosso in questi momenti dev’essere comodo! Il confort rende la corsa ancora più bella.

Prima e dopo

Se avete una corsa lenta da fare, consiglio sempre alla fine 4/5 allunghi da 100 metri per sciogliere i muscoli.

Se avete una corsa veloce, prima scaldatevi bene effettuando una corsa in piccola progressione, partendo lenti e finendo non troppi veloci. Dopo, fate SEMPRE 5′ di corsa lenta (chiamiamola pure rigenerante): aiuta a eliminare meglio l’acido lattico!

Dopo la corsa, idratatevi sempre con acqua o, se la sudorazione è stata eccessiva, con integratori isotonici.

Più in là parleremo anche delle integrazioni e dell’alimentazione.

Buona corsa a tutti per tutto l’anno!

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7K RUN FOR SLA: chilometri di speranza

Amo correre, ma non girare intorno alle cose e per questo arriverò subito al punto: qui si tratta di aiutare tutte quelle persone colpite dalla SLA, acronimo di Sclerosi Laterale Amiotrofica. Per chi non lo sapesse stiamo parlando di una malattia degenerativa che colpisce le cellule cerebrali preposte al controllo dei muscoli, compromettendo progressivamente i movimenti della muscolatura volontaria portando alla perdita progressiva e irreversibile di varie funzioni come la deglutizione, l’articolazione della parola, la respirazione e la progressiva paralisi delle funzioni muscolari scheletriche volontarie. Lasciando però inalterate, nella maggioranza dei casi, le funzioni cognitive.
Non credo di dovere aggiungere altro per farvi capire la complessità di una vita colpita da questo male, di quanto sia importante la ricerca e di quanto importante sia l’assistenza ad opera di persone competenti.
Questo per dire che in prima linea, da anni, per lo sviluppo della ricerca scientifica, la tutela, l’assistenza e la cura dei malati di SLA c’è Aisla Onlus e che 7K RUN FOR SLA, è un evento nato proprio con lo scopo di raccogliere fondi contro la SLA a favore di AISLA onlus.
Il 5 Luglio alle ore 9,45 in Piazza 1° Maggio a Leinì si correrà 7 Km insieme. Di seguito vi lascio tutte le informazioni utili per l’iscrizione a questo importante evento e, se non amate la corsa o non avete voglia di farvi questi 7 Km, ricordate che è comunque possibile fare una donazione qui: http://bit.ly/Dona-Aisla

ISCRIZIONI APERTE
Pacco gara: maglietta tecnica ai primi 300 iscritti costo gara: 7€
ra: 9,45 Piazza 1° Maggio Leinì
COME POSSO ISCRIVERMI?
– Richiedere modulo via mail all’indirizzo 7krunforsla@gmail.com
– Compilarlo
– Rimandarlo via mail
L’iscrizione sarà effettiva al ricevimento del pagamento.
Bonifico bancario
Banco Popolare c/c:
Intestato: A.I.S.L.A. Onlus
IBAN: IT 04 V 05034 10100 000000001065
INDICARE NELLA CAUSALE
“DONAZIONE PER CORSA BENEFICA 7KM RUN FOR SLA – Leinì ”
Nome e Cognome – Eventuale società sportiva. Per privacy le banche non sempre ci forniscono i dati del donatore.
Essendo desiderio di A.I.S.L.A. Onlus ringraziare tutti i sostenitori invitiamo tutti coloro che effettuano una donazione tramite bonifico bancario ad inviare i loro dati a:
segreteria@aisla.itlierardi@aisla.it fax 0321-499719.
INVIARE la scansione del bonifico o la ricevuta della banca.

Vi aspettiamo numerosi e carichi di entusiasmo. Forza Ragazzi!

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Quei sabati in Doria: la seduta di sparring delle ore 13

Ogni sabato alle 13 in quasi tutte le pugilistiche c’è la seduta di sparring: vere e proprie mazzate tra compagni di merenda.
Durante la settimana d’allenamento si provavano combinazioni con pesi, al sacco e davanti allo specchio, mentre il sabato le provavi con il sangue in bocca contro il tuo compagno di squadra.
Esiste un’intensità di colpi con cui colpire il tuo collega di scuderia che sfiora quella del vero e proprio match, ma a tutti gli effetti è come quest’ultimo.
Ricordo che molte volte uscivo dalla palestra dimenticando dove avevo parcheggiato la macchina. Saranno stati i colpi presi in testa.
I tuoi compagni  aspettavano il sabato per cercare di vendicare un vecchio allenamento dove tu avevi magicamente dominato la ripresa.
Questa sensazione è bellissima perché negli occhi dei tuoi compagni, prima che inizi lo sparring, scopri alcune debolezze spesso accumulatesi nelle sessioni precedenti, e capisci quanto la forza, tante volete, viene battuta dall’astuzia. 
Si doveva comunque fare molta attenzione ai colpi che si ricevevano, a certi livelli ognuno di essi poteva, da un momento all’altro, cambiare le sorti dell’allenamento e del tuo momento magico.
Capitò un pomeriggio che ero in ritardo, arrivavo dalla Toscana per lavoro ma avvisai il maestro al telefono che avrei tardato. Volevo a tutti i costi timbrare per la seduta dei guanti.
Al mio arrivo incrociai il peso massimo “Sonny” che usciva, un buttafuori che lavora attualmente al Gattopardo, locale di Milano.
Uscendo, mi saluta e mi accorgo che c’era qualcosa di strano: aveva ancora il paradenti in bocca.
Si era scaldato, aveva fatto i pesetti, poi 6 round di sparring con Fragomeni e, sempre con il paradenti, evidentemente mi vien da pensare, pure la doccia! 
La boxe è bellissima ma i colpi si sentono. E se non li senti, significa che non stai facendo boxe.

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Quando si corre per un’urgenza

Sì sì, sto parlando proprio di quello: il bagno! Chi di noi non ha mai fatto una corsa folle per arrivarci? Beh, pensate che in Mozambico ci sono migliaia di bambini che non hanno un bagno nel quale arrivare. Per loro si correrà a Baia Chia, contestualmente alla 4° Chia Laguna Half Marathon, la prima tappa della Urgent Run 2015, l’evento ideato dalla World Toilet Organization che sostiene il diritto ad avere servizi igienici adeguati. Le tappe sono tante e in tutto il mondo, e in Italia sono state organizzate da ACRA-CCR. Allora, mi raccomando, accorrete numerosi al grido di “Bagni per tutti in Mozambico!”.

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Isabella Porchia: perché quando una donna vuole, può.

Isabella è una delle mie prime clienti nella mia passione-lavoro!

Conobbi Isabella negli anni in cui terminavo la mia professione nella boxe e iniziavo il running.
Avevo appena finito di lavorare in un tennis club preparando tennisti di serie C e B ed ero molto gasato!
Ero molto gasato perché quando incontrai Isabella e dopo una chiacchierata, tra me e me mi dissi: “finalmente qualcuno che ha voglia di allenarsi seriamente!”
Per capire chi è Isabella oggi, inizio col raccontarvi chi era: reduce da 2 pacchetti di Marlboro al giorno; 110 e lode in Legge; avvocato, sposata alla poltrona da quando era nata e sport ZERO! Iniziai ad allenarla dallo ZERO AL VUOTO PIÙ ASSOLUTO!
Ma come m’insegnava la buon’anima di Ottavio Tazzi, “il brocco si evolve meglio, dando il meglio di se stesso”.
Isabella negli anni maturò diventando un vero e proprio atleta!
Non esagero a dire “vero atleta” perché sfido qualsiasi donna nel preparare la prima maratona e chiuderla in 3h 55′ senza postumi e con una vera e propria progressione!
Il dato più esaltante, e che mi fa ancora venire i brividi alle braccia, è stato 3 mesi dopo alla mezza Maratona delle 2 Perle, quando mi chiamò a fine gara dicendomi “1h 44′: facile!”
Per chi non capisse le velocità, traduco così: provate a correre con tanti dislivelli e strappi elevati per 1h 44′ a 12 km orari! Provateci sul tapis roulant: vi accorgerete di quanto bisogna lavorare per arrivare a questa velocità.
Queste sono soddisfazioni che ti togli solo grattando il fondo negli allenamenti. Non entro nei particolari per non creare confusione nei vostri, di allenamenti, ma Isabella, oltre allo stress inflitto dal sottoscritto in allenamento, deve fare i conti poi con ben più delle 8 canoniche ore di ufficio e tante volte, visto che si occupa di mercati finanziari, lavora anche nei weekend e la notte.

Perché ho scelto di parlarvi di Isabella Porchia?
Perché con le sue vittorie sportive mi consegna ogni volta un’autostima impagabile, mi rende più sicuro nel mio lavoro, mi fa sentire ancora quell’emozione di quando mi alzavano il braccio al termine di un match di boxe!

Tutte queste sensazioni non le potrete mai comprare e neanche rubare!

Lunga vita a Isabella!

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Ritiro in quota: hai voluto la bicicletta? Adesso corri!

Un mio cliente (g.s.) mi insegna sempre che ci si abitua anche alla merda in faccia!
I ritiri in quota sono molto duri da affrontare sopratutto nei primi 10 giorni.
Parlo chiaramente dai 2.000 metri in su.
Uno potrà anche pensare: “Ma io vado a sciare e non faccio alcuna fatica!”. Ok, ma prova a correre!
Comunque dopo circa 10 giorni il corpo si adatta all’altitudine e tutto diventa più semplice.
Anzi nel prossimo pezzo vi racconterò di millomoli, lattato, ematocrito, emoglobina e tutto quel che ne consegue in termini di prestazioni.
Ma torniamo a noi. Come probabilmente avrete intuito, vi sto per raccontare di uno dei miei ritiri in quota affrontato al fianco di Giuliano Battocletti.
Il Batto, così lo chiamiamo tutti (come per me Cicca da Ciconte), quel giorno grazie alla sua esperienza prese delle precauzioni e affittò una bicicletta.
Io mi sentivo come un bambino alle elementari, mi chiedevo come mai di quella bicicletta. Ma soprattutto sentivo che quel giorno di merda ne avrei masticata tanta.
Avevo un’allenamento da fare che si chiama 10 km in soglia: in sostanza i 10 km da fare traducendoli in soldoni erano da percorrere alla propria massima velocità rispettando la soglia anaerobica.

Sestriere, come tanti sanno, è un paese a 2.100 metri caratterizzato da continui sali e scendi, ma il Batto negli anni aveva misurato al metro un tracciato quasi piano dove potevi esprimere al 92.2% i tuoi potenziali (soglia anaerobica).
Quella mattina Giuliano mi seguì in bici per 36’30”, correggendomi l’appoggio dei piedi, postura, braccia e oscillazioni del tronco. Un valore aggiunto questo, che nessuno ti potrà dare se non ti osserva da vicino quando corri.
La distanza dei 10 km la chiusi strisciando per terra dalla fatica.
Alla fine dei 10 km infatti mi sentivo talmente stanco che neanche le braccia riuscivo a sollevare.
Sapete qual’è stata la risposta di Giuliano mentre osservava il mio crollo fisiologico? “Riposa che il pomeriggio dovrai uscire ancora!”.

A conclusione di questa estenuante ma proficua giornata di allenamento capii che la bici, se portata da chi sa cosa sta facendo, può davvero essere la salvezza per chi vorrebbe raggiungere delle velocità che in solitaria non potrebbe mai raggiungere.
Non è un caso infatti che la sera, il Batto, in previsione dell’importante lavoro che l’indomani saremo andati a svolgere, mi chiese: “Cicca vuoi che prendo una bici per il tuo lavoro di domani?”
Io ad occhi chiusi senza “sapere nulla” risposi di si!

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Quando corri, corri responsabilmente.

Corri qui ma i risultati possono arrivare molto più lontano.

Quando lo fai, lo fai per te stesso. Perché correre ti fa sentire bene, ti dà un senso di libertà, ti fa superare limiti, ti sfinisce e ti fa provare pace. Tutto questo è e resta indiscutibile. Ma quando corri puoi decidere che, quello che fa stare bene te, può far stare bene anche tanti altri. Come? Vi faccio un esempio pratico.

Il 12 aprile si correrà la Milano Marathon: io mi sono iscritto con l’intento di migliorare il mio personal best di 2h 30’ 45”. E questo è per me.

Ma alla MM mi sono iscritto attraverso ACRA–CCS, un’associazione no-profit che porta avanti e sostiene progetti sostenibili nelle zone più povere del Mondo, per garantire una dignitosa qualità della vita alle popolazioni che vivono in queste aree. E questo è per gli altri.

Nel caso specifico della Milano Marathon, ACRA-CCS sosterrà un progetto per garantire acqua potabile alle popolazioni del Congo, devolvendo parte della quota di iscrizione all’iniziativa benefica.

Se anche tu ti riconosci in questo progetto e decidi di sostenerlo, clicca su questo link e iscriviti alla MM attraverso ACRA-CCS.

Se invece preferisci risparmiare sudore e fatica ma l’impegno no, a quello non ci vuoi rinunciare, allora segui questo link e fai una donazione libera.

Ah! Dopo Milano, l’appuntamento per correre ancora insieme ad ACRA-CCS è fissato per il 3 maggio 2015 a Chia, in Sardegna, con la Urgent Run. Stay tuned per altri dettagli.

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Federico Cambria: e corda sia

Siamo lieti di ospitare Federico Cambria, affermato regista pubblicitario milanese classe 1975.
Per ricordarci che la corda è sempre un esercizio utile, postiamo una inedita clip del suo allenamento. Momento creativo? Noi di Quando Corri crediamo di si.

Seguitelo sul suo sito: http://www.federicocambria.com/